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Fra Pubblico e Privato impegnato e responsabile

_di Daniel Cabezas – Dott. Neurochirurgo presso Aurelia Hospital, Roma

La Neurochirurgia e la Chirurgia Vertebrale affrontano, come tutti, la crisi di Assistenza ai pazienti affetti da patologie di loro interesse. Il motivo è comune: il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è in fase di recessione e remissione per il contenimento del deficit e il riallineamento dei termini di spesa.

La modernizzazione della filiera della sanità è sempre di più volta all’imprenditorialità privata. Quest’ultima si propone come soggetto chiave e disponibile nella fornitura di prestazioni all’utenza per quote che le Aziende Ospedaliere (AO) e le Aziende Sanitarie Locali (ASL) non riescono a soddisfare nei percorsi diagnostici e terapeutico assistenziali (PDTA). Il senso di responsabilità, l’impegno nella sostenibilità del SSN e la necessità di trasformarsi per sopravvivere sono la mano tesa del privato verso il pubblico sovraffollato e sofferente. Nemmeno il rientro dal deficit e la sospensione del Commissariamento della gestione possono infatti riaprire formule che liberino le economie regionali e sopperiscano alle lacune economiche presenti o future. 

La ricerca e lo sviluppo (R&D) sono nelle innovazioni tecnologiche mediche ma anche nello studio di argomenti e percorsi che tengano conto di ciò che ci si può permettere e cosa si vuole sviluppare a beneficio degli utenti. La sostenibilità è, infatti, un obiettivo di R&D sempre più in voga per la ristrutturazione dell’architettura economica

Privato e Assicurazioni sanitarie: sostegno futuro alle carenze del SSN

Sanità privata e assicurazioni sanitarie

L’offerta sanitaria in regime privato e diretta a pazienti che se lo possono permettere o che ricevono benefici aggiuntivi da alcune posizioni lavorative tramite assicurazioni sanitarie, fondi sanitari o con spese private (out of pocket), aiuta a garantire la sopravvivenza delle strutture ma anche il contenimento della quota di budget spesa dal SSN. 

L’attività privata all’interno delle strutture pubbliche appare sempre di misura ridotta e di scarsa attuazione in paragone di termini percentuali netti. Non è cosi nelle strutture private convenzionate dove si assiste a un progressivo potenziamento di percorsi paralleli ed entrate economiche separate dal SSN. I progetti pilota così stipulati possono essere a disposizione di tutti.

Prestazioni specialistiche che ricevano pagamenti alternativi a quelli forniti dal SSN possono creare fonti di ricavo che sostengano i costi delle stesse super specialità contenendo le perdite. In modelli virtuosi può perfino permettere un aiuto volontario verso l’assistenza del terzo settore con fondi di solidarietà no-profit

Siamo, quindi, all’evoluzione. Alla transizione che consentirà al SSN di continuare a fornire prestazioni secondo i Livelli Essenziali di Assistenza. L’aiuto del privato e l’utilizzo dei capitali assicurativi o finanziari in futuro, a seconda della disponibilità dell’utente, potrà aiutare a sostenere le carenze e carestie del SSN

Neurochirurgia e Chirurgia vertebrale: verso un modello sanitario paziente-centrico

Sostenibilità del SSN -

Il fenomeno della migrazione attiva e passiva degli utenti verso regioni virtuose, che poteva sembrare un metodo indiretto di controllo della spesa, è ancora attiva e mantiene un percorso verso centri particolarmente attrezzati per la cura di alcune patologie, come nel caso della Neurochirurgia e Chirurgia Vertebrale. Tale fenomeno tuttavia, per quanto ancora labilmente stabile, non potrà avere un valore durevole per garantire le cure. Il contenimento della spesa stesso ne porrà infatti il limite.

In questo verosimile scenario, il valore dell’offerta sanitaria privata acquisterà ulteriore utilità ma il limite alla migrazione sarà allora dettato dall’utenza pagante, che vorrà eseguire il proprio trattamento il più vicino possibile alla propria residenza. Il privato o il pubblico o convenzionato in regime privato dovranno poter fornire questa scelta all’utenza, con un’offerta parallela o separata dai Livelli Essenziali di Assistenza e con PDTA anche privati. 

L’offerta sanitaria in molte Regioni è particolarmente alta ma in alcune, come ad esempio il Lazio, è mal comunicata. La qualità è mascherata da un risparmio eccessivo. Il bene del paziente e il buono dei trattamenti viene dimenticato quando si hanno di fronte le file, i malumori, l’affollamento, il personale super impegnato, la cura del rapporto con l’utente inesistente o mal condotta, la difficile accessibilità alle cure, le lunghe liste di attesa e quant’altro. Le liste di attesa sono, come si vede, solo la punta dell’iceberg o un piccolo tassello della filiera e del malcontento dei fruitori e dei fornitori di servizi. 

In conclusione, un customer-care centrato sul paziente non risolve solo la lista di attesa, cerca una risposta per le sue necessità in un modello centrato su di lui, anche privato. 

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