25
Feb
2019

L’importanza dell’alimentazione nei malati oncologici è questo il cuore pulsante del progetto Food Bank Oncology (FBO), la prima banca dati dell’ alimentazione in oncologia, che ha lo scopo di raccogliere e divulgare modelli nutrizionali, scientificamente testati, che possono migliorare la qualità di vita del paziente sottoposto a radioterapia. Si tratta di un programma sviluppato dalla fondazione Tera con la partecipazione dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, l’Istituto Europeo Oncologico (IEO), l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e in collaborazione con la Fondazione AIOM, l’Associazione AIOM e la Manager srl.

FBO: una banca dati interattiva dell’alimentazione

Il progetto Food Bank Oncology entra a pieno titolo nell’ampio tema sulle nuove sfide digitali del settore sanitario, contribuendo a quel vantaggio conoscitivo che passa attraverso la raccolta di dati e confluisce inevitabilmente in tematiche importanti come la Cartella Clinica Elettronica e i Big-Data. Vantaggi che permettono alle strutture sanitarie di migliorare i percorsi clinici e rispondere in modo efficiente ed efficace ai fabbisogni dei pazienti e dei protocolli terapeutici.

FBO: un impatto importante sul sistema sanitario

L’approccio di Food Bank Oncology consiste nel valutare le proprietà del prodotto alimentare e comprendere come quest’ultimo interagisca con la terapia cui è sottoposto il paziente. L’obiettivo è quello di massimizzare e non ostacolare il processo di trattamento e, allo stesso tempo, valutare le “ricadute” che ha il cibo sul benessere dei malati.

Oltre a migliorare la qualità di vita del paziente, Food Bank Oncology avrà un impatto importante sul sistema di produzione del cibo (estrema tracciabilità del prodotto e analisi sulle proprietà degli alimenti nei vari processi di lavorazione) e soprattutto sul sistema sanitario. La raccolta di informazioni digitalizzate, facilmente accessibili dagli operatori sanitari e integrate con modelli gestionali all’avanguardia, determina un miglioramento dei percorsi di cura in termini di riduzione degli effetti collaterali e conoscenza di possibili interazioni degli alimenti con i farmaci.

Continuiamo a parlare di banca dati nella sanità: Afea in prima linea per la farmacoterapia

Quello della “banca dati” è un tema di fondamentale importanza per Afea: “La nostra software house – afferma Fabrizio Dionigi, Responsabile Area Clinica Afea – ha sviluppato da tempo un percorso clinico di alto valore: l’accesso a una banca dati evoluta del farmaco, integrata con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, permette di segnalare, in tempo reale alla prescrizione e alla somministrazione, possibili interazioni tra farmaci. Questa cognizione permette agli operatori sanitari, medici e infermieri in primis, non solo il miglioramento dei percorsi di cura ma una gestione ottimale dei processi e un azzeramento del rischio clinico”.

La banca dati evoluta del farmaco, in cui grande importanza ricopre la gestione ottimizzata degli antiblastici, fa parte di un percorso di ricerca e sviluppo che Afea ha iniziato con la Farmacoterapia (Tecum) e che sta portando avanti con la Cartella Clinica Elettronica evoluta. In questo progetto, proprio la ricchezza di informazioni e l’aggiornamento continuo derivanti da database autorevoli giocano un ruolo fondamentale. “Il progetto di una banca dati evoluta – continua Dionigi – è per natura in divenire e per questo è auspicabile pensare che la possibilità di poterla integrare ulteriormente con una banca dati del cibo non sia poi così lontana”.

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